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Novità INPS: Pensione ai superstiti anche ai nipoti maggiorenni inabili

10 maggio 2024
Novità INPS: Pensione ai superstiti anche ai nipoti maggiorenni inabili

 I nipoti maggiorenni orfani, riconosciuti inabili al lavoro ed a carico dei nonni, sono inclusi tra i destinatari diretti e immediati della pensione ai superstiti. Ciò è precisato da una circolare dell'Inps, con la quale si evidenzia che l'Istituto ha recepito la sentenza n. 88/2022 della Corte Costituzionale, la quale stabilisce che è necessaria la corresponsione della pensione ai superstiti ai nipoti maggiorenni orfani e inabili al lavoro se erano a carico dei nonni al momento della morte.

 Le domande eventualmente respinte potranno essere riesaminate su richiesta degli interessati salvo il diritto non sia stato negato con sentenza passata in giudicato. Inoltre, l’Inps ha stabilito che per effetto della suddetta sentenza, ai suddetti destinatari spettano tutte le forme di pensione ai superstiti, ovvero sia la pensione di reversibilità, sia la pensione indiretta.

Infine, in tale circolare, si rammenta che il requisito della vivenza a carico si considera soddisfatto se sussistono entrambe le seguenti condizioni:

 

  • non autosufficienza economica: il reddito individuale del superstite, dedotti i redditi non computabili per legge, non deve supera l’importo del trattamento minimo della pensione maggiorato del 30%. In caso di superstite inabile coniugato, ai fini della verifica del requisito devono essere anche valutati gli eventuali redditi del coniuge;
  • mantenimento abituale: è presunto se il superstite conviveva con il defunto al momento della sua morte; se non conviveva occorre dimostrare che il dante causa concorreva in maniera rilevante e continuativa al mantenimento del superstite. 

Riliquidazione:

L’Inps ha spiegato che le nuove domande e le pensioni giacenti saranno trattate automaticamente secondo i nuovi criteri. Invece, quelle dichiarate respinte potranno essere riesaminate su richiesta degli interessati, purché il diritto non sia stato negato con sentenza passata in giudicato. Agli interessati saranno riconosciuti anche gli arretrati nei limiti della prescrizione quinquennale. Inoltre, dalla riliquidazione può scaturire una riduzione del trattamento (es. in caso di concorso del coniuge e/o dei figli del dante causa) o la sua revoca (es. nel caso di fratelli o sorelle) nei confronti di eventuali altri superstiti.

 

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